ANANAS

 

La leggenda vuole che sia stato Cristoforo Colombo a portare in Europa questo frutto rinascimentale ed esotico, assai bello da vedere, dal sapore dolce-acido e che per questo, in gelateria, è un temibile concorrente del limone.

ARANCIA

 

Il frutto è originario della Cina, ma da noi furono gli Arabi a farlo conoscere e impiantarlo in Sicilia. Sbaglia epoca, quindi, A. Dumas quando scrive che “I buongustai dell’antica Roma aborrivano il sapore e l’odore delle arance.”

BANANA

 

Nel Seicento, in Europa, parlavano della banana come del frutto che “profuma di rosa”. Sarà per il profumo o perché è molto nutriente, ma è il frutto più consumato al mondo. La storia della sua diffusione è ricca, sebbene con aspetti condannabili.

CILIEGIA

 

E’ per eccellenza il frutto della golosità primaverile. Mai al singolare, ogni ciliegia si consuma sempre in attesa della prossima, tanto per rispettare l’adagio secondo il quale “una tira l’altra”. In pasticceria come in gelateria, la ciliegia ha un suo posto d’onore.

COCOMERO

 

Dall’alba della civiltà il cocomero ha avuto un solo compito: rinfrescare poveri e ricchi durante i mesi di canicola. E’ sempre stato un frutto popolare e da mangiarsi in canottiera e senza troppa eleganza. Poi nobilitato dall’arte pasticciera per sorbetti e gelati.

MELA AL CALVADOS

 

L’uomo è inscindibilmente legato alla mela. Dalla nostra cara antenata Eva, la mela, o meglio: le settemila e più varietà del frutto sparse per il pianeta, ci hanno accompagnato nella storia, sempre a portata di mano o di parola.

FICO

 

Antico quanto gli dei, storico e leggendario come il mediterraneo, fresco, primaticcio o fornito non importa, oppure conservato, il fico è il nettare degli umani. Ma per il gelato questo nettare occorre che sia fresco.

FRAGOLA

 

La caratteristica del frutto è la fragranza, a cui si deve il nome stesso di fragola, oltre al fatto di essere costituito soltanto da polpa, di avere un colore invitante e la caratteristica, in gelateria, di essere abbinabile ad un alto numero di altri gusti.

FRUTTI DI BOSCO

 

Si dicono così perché per trovarli dobbiamo cercarli nel sottobosco, o tra i rovi. Imprescindibili in una buona gelateria, fragoline di bosco, more, lamponi, mirtilli, ribes sono il bottino allegro, dolce e asprigno di tante passeggiate per i monti.

KIWI

 

Originario della Cina, si diffuse in Nuova Zelanda dove gli si diede il nome di un uccelletto dal piumaggio marrone, il kiwi. Negli anni ’70 del secolo scorso, si cominciò a coltivarlo anche in Italia che ne è diventata, strano ma vero, la prima produttrice mondiale.

LIMONE

 

Tra le tante eredità lasciateci dalla dominazione Araba, il sorbetto occupa un posto particolare, per via del fatto che è il padre del gelato. E il sorbetto più comune è quello al limone il cui termine, guarda un po’, viene dall’arabo limum.

MELAGRANA

 

In tutte le case l’autunno si celebra con una o più melegrane nella fruttiera. Ricca di significati simbolici, i suoi chicchi color granata, brillanti come un rubino vegetale e dal sapore acidulo-dolciastro, vengono usati sia in cucina, sia in gelateria.

MELONE

 

D’estate fa concorrenza al cocomero e non manca mai nelle macedonie di ferragosto o delle sagre di paese. La polpa del frutto va dal bianco al giallo, e ha innumerevoli nomi e varietà. Per il suo gusto dolce e rinfrescante è particolarmente adatto per gelati e sorbetti.

PERA E CANNELLA

 

“Il frutto dei signori”, si diceva un tempo, primeggia innanzitutto tra la frutta cotta; poi la pasticceria ha scoperto che si abbina al vino, a varie spezie, al cioccolato e ad altre creme, che la pera rende più intriganti. Abbinamenti che si trovano anche in gelateria.

PESCA

 

Dalla buccia vellutata e dalla polpa morbida e succulenta, è uno dei frutti a più alto contenuto d’acqua e quindi con scarso valore calorico. D’estate, mangiare sorbetti alla pesca non crea nessun rimorso, soprattutto a chi è attento alla propria linea.

MIRTILLO E ROSA CANINA

 

Sulle nostre montagne cresce un arbusto il cui frutto è detto uva del bosco e, per il suo colore nero azzurro, anche mirtillo nero. Poi ce n’è un altro, detto uva di monte, conosciuto come mirtillo rosso.

PIÑACOLADA

 

In combinazione con la frutta e con il ghiaccio, il rhum dà il massimo della sua virtù, essendo la pina colada amatissima anche da chi non si è mai imbarcato e non crede alle storie dei pirati: un concentrato di esotismo in grado di ispirare il miraggio del viaggio in un cono gelato.

POMPELMO E ZENZERO

 

A che serve il sorbetto? A sciacquarsi la bocca dopo mangiato il pesce; a mettere un punto ai pranzi più ingordi; a far dimenticare allo stomaco una pietanza colpevole.

CASTAGNA

 

La castagna, ottima e gustosa se mangiata fresca, più di ogni altro frutto deve essere presente ‘personalmente’ e non ammette sostituti o derivati, in pasticceria come in gelateria. Allora diventa il gelato per eccellenza della stagione fredda, versatile nelle preparazioni e festoso.

ANANAS AL MARASCHINO

 

Combinazione perfetta tra un frutto leggermente acidulo e un liquore dolce, a sua volta proveniente da un frutto, poiché distillato dalle ciliegie marasca. Ma anche incontro tra l’ananas, frutto internazionale e plurilinguistico, e il maraschino, liquore locale e dialettale.

BANANA CARACAS

 

Più che un frutto, la banana rappresenta la cultura alimentare dei paesi caraibici e sudamericani, dove è preparata in tanti modi, dal salato al dolce. Questo gelato ottenuto da banane grigliate e condite con zucchero di canna, rum e cannella, è un riferimento a quel mondo di storie.

FRAGOLA LIME E MENTA

 

Avendo appreso che una mente sana dipende da un corpo sano, questo sorbetto è quello che ci vuole per guidare il palato verso la quadratura del cocktail: il nutrimento della fragola, lo sprint del lime e la menta triturata, a cui il nome stesso attribuisce la virtù di rafforzare la mente.

LAMPONE E SCAGLIE DI CIOCCOLATO

 

Un tempo raccolti nei boschi, tra i rovi di montagna, i lamponi erano, come le more, i delicati frutti delle passeggiate di fine agosto e si mangiavano e consumavano sul posto. Ora, dopo la nascita dell’industria del freddo, è uno dei tanti gusti di cui non possiamo fare a meno.

MANDARINO TARDIVO di CIACULLI

 

Usato come base di questo gelato, il mandarino Tardivo di Ciaculli, frutto molto zuccherino e adatto alla lavorazione gelatiera, rappresenta un baluardo di resistenza contro la perdita di valore della mitica Conca d’Oro palermitana, una delle più belle zone agricole d’Italia.

UVA AL MOSCATO

 

Il mosto d’uva sulla neve fresca, segno di grande raffinatezza della civiltà contadina, rispondeva a un’idea primitiva di gelato. E l’evoluzione gelatiera conferma l’eccellenza di questo raro gusto, specie se il vino è un vero e proprio nettare degli Dei, come il Moscato di Pantelleria adoperato in questo gelato.

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