Il cremolato

Il cremolato

[L’ALTRO FREDDO] Tanta frutta sapientemente lavorata per ottenere un gusto naturale e rinfrescante, pieno e leggero.

 

 

Il problema esiste da quando esiste l’essere umano: come dissetarsi sotto la canicola. Potrebbe essere un tema per un allievo delle elementari: torniamo nel tempo antico, senza frigoriferi, elettricità, acqua corrente, e cercate di immaginare come i nostri avi risolvessero la terribile sete estiva. Difficile pensare ad un mondo che non c’è più, e immaginare chi andava a rinfrescarsi alla fonte della sorgente, chi aveva a disposizione una cantina dove tenere al fresco acqua, vino e viveri, chi usufruiva di fosse dove conservare la neve, chi commerciava il ghiaccio, chi aveva un frutteto e mangiava frutta, e chi la rubava. Insomma, nel corso della storia siamo riusciti a mettere a punto delle strategie per combattere l’arsura.

Ma non ci siamo accontentati solo di questo, abbiamo anche sviluppato un notevole senso del gusto e del piacere nello sconfiggere la sete, rintracciabili persino in alcuni detti popolari come quello romagnolo che recita: “persga, pera e mela i vò una dbuda bona” (pesche, pere e mele vogliono un bicchiere di vino buono), che non fa che tradurre il motto latino per cui “persica, pira, poma requirunt vina bona”. Un assaggio del buon tempo andato, quando il vino spegneva l’arsura della gola dei contadini curvi a lavorare sotto il sole; oppure di quando ci si ingegnava con l’acquatello, acqua fresca con un goccio d’aceto. Erano gli espedienti dei lavoratori, degli umili; mentre i ricchi, dal Seicento in poi, utilizzando cantine, ghiacci, nevai, e il costosissimo zucchero, si deliziavano con sorbetti e gelati.

 

Poi, man mano, le delizie dissetanti dei ricchi sono diventate a portata di tutti tanto che, prima dell’avvento degli elettrodomestici, era generalizzata la preparazione in casa di sorbetti, come testimoniato dal romano Vincenzo Agnoletti che scriveva nel suo Manuale del Credenziere (1831): “I sorbetti gelati sono in uso non solamente nella nostra Italia, ma ne’ paesi oltramontani ancora se ne è dilatato l’uso, essendo non solamente di lusso e di piacere, ma ancora molto giovevoli alla salute per più ragioni”.
Poi tutto divenne molto più semplice con l’arrivo degli elettrodomestici, in primis il frigorifero; e qui alzi la mano chi non ha mai fatto almeno un sorbetto al limone con la vaschetta del ghiaccio nel frigorifero di casa. E arriviamo ai giorni nostri con un’abbondanza e una qualità di rinfrescanti pressoché infinite. Siamo a Roma che, oltre ad aver dato i natali al già citato Agnoletti, è la patria della grattachecca, ossia una bibita ottenuta grattando del ghiaccio poi imbevuto di sciroppo di frutta. Le lunghe code ai chioschi sparsi per la città certificano la popolarità della grattachecca, bevanda oramai tipica dell’estate romana. Ma detto questo, Roma è a tutti gli effetti la capitale del cremolato, vera e propria specialità, da molti ancora confuso con il sorbetto. È una specie di granita, ma fatta con la frutta fresca frullata e successivamente ghiacciata, servita in coppa o in tazza. Provatela al tramonto nelle calde sere estive e capirete la bellezza di Roma.
Noi vi suggeriamo la ricetta per preparare quello alle more (una delizia!), ma potrete sostituire le more con i lamponi, i mirtilli, le pesche, il melone… Magari regolando a vostro piacimento la quantità di zucchero a seconda della frutta utilizzata.

 

• CREMOLATO DI MORE
Ingredienti: 500 gr di more, 350 ml di acqua, 150 gr di zucchero, succo di 1 limone.
Procedimento: Mettete le more, dopo averle bel lavate, in una ciotola e irroratele con il succo di limone. Schiacciatele con una forchetta, unite lo zucchero, rimestate ancora bene con la forchetta (si deve amalgamare bene il tutto, ma le more non devono diventare poltiglia!) e riponete in freezer a ghiacciare. Se avete la possibilità, ogni ora dategli una mescolata con un cucchiaio e rimettete in freezer. Una volta ben ghiacciate, rompete il ghiaccio fino a ridurre il tutto in un “cremolato” (potete aiutarvi con uno sbattitore, ma non con il mixer). Versate in coppe ben fredde e servite, decorando se volete con panna frasca montata.