Un anello di congiunzione

Un anello di congiunzione

[5 DOMANDE – a FULVIO MOSER] Marco Santarelli ci porta a scoprire il team Strawberry intervistando, ogni mese, un membro dello staff. 

Fulvio qual è il tuo specifico lavoro all’interno della Strawberry? La competenza richiesta dal tuo ruolo in gelateria si apprende attraverso un corso specifico?
Da ormai più di tre anni mi occupo della clientela, dal bambino all’anziano, cercando in questo di migliorarmi costantemente. Il mio compito è fare in modo che quanto si impara e si produce giornalmente all’interno del laboratorio arrivi in maniera limpida e chiara al consumatore, offrendogli così la possibilità di una scelta consapevole. Ciò è importante per poter gustare al meglio la qualità di una vera e propria arte.
Per poter svolgere questo compito in maniera adeguata, mi è stata fatta prima capire l’importanza della trasparenza totale; dalla scelta delle materie prime, alla lavorazione di esse, fino alla vendita, che si cerca di fare sempre in maniera impeccabile. Posso dire che solo un’esperienza concreta a contatto con chi produce il gelato, può insegnare quanto lavoro c’è dietro a un prodotto totalmente artigianale e naturale.

Diciamo che sei l’anello di congiunzione tra il laboratorio e la clientela: ti piace questo ruolo?
Sì, come ho detto, questo ruolo implica un aggiornamento costante su tutto quello che c’è dietro al gelato che poi vendiamo, oltre al desiderio e alla disponibilità a trasmettere al cliente un’esperienza concreta, fatta di impegno e di creatività. Spesso ho la sensazione di essere una specie di “ambasciatore del gelato”, che non deve mai intaccare con giudizi personali e pareri soggettivi la scelta dei prodotti che si offrono, ma che al contrario deve cercare di essere solamente un tramite fra la ricca sapienza dell’arte gelatiera e le richieste del cliente.
Pur essendo consapevole che le scelte di gusto dipendono dall’informazione che io, o quelli come me, si impegnano a fornire.

Quali sono a tuo giudizio i pro e i contro del tuo lavoro?
Mi risulta difficile trovare dei contro nel lavoro che svolgo. Penso, anzi, che sia preziosa l’opportunità di apprendere l’arte del gelato direttamente sul campo, da chi nel tempo l’ha fatta propria, e di arricchire così il mio personale bagaglio culturale. Inoltre, imparo a gestire la clientela in maniera adeguata, rapportandomi con persone dalle esigenze e i modi di fare assai vari, che corrispondono a richieste altrettanto variegate. In pratica, mi ritengo molto fortunato a far parte di questa piccola azienda, che quasi è piuttosto una grande famiglia, e di essere utile nel compimento degli obiettivi che ci poniamo: qualità, trasparenza, e ricerca di un costante rinnovamento.

Consiglieresti ad un giovane di intraprendere questa attività?
Consiglio a tutti, se hanno la fortuna di poterlo fare, di entrare nel mondo del gelato artigianale così come lo si intende da noi, ovvero completamente naturale. Il primo vantaggio è quello di poter distinguere un prodotto di qualità, senza bisogno di aiuto. Lavorando all’interno di una gelateria come la nostra si prende coscienza del fatto che offrire un ottimo prodotto è possibile, a condizione che ci sia la volontà di ricercare sempre la qualità assoluta nella scelta e nel modo di lavorazione delle materie prime, da cui moltissimo dipende nel campo del gelato. Inoltre si acquista col tempo la capacità di conoscere   e saper riconoscere vari sapori, odori, aromi, altrimenti sconosciuti. E ovviamente, poi, , si assaggia tanto gelato, che non è cosa da poco!

Secondo te è indispensabile avere un buon palato per fare questo lavoro, e perché?
Io credo che non si cominci mai questo tipo di lavoro avendo già propria la sapienza che occorre a gustare al meglio un gelato di livello. Si imparano i sapori e si impara ad assaporare i prodotti. Personalmente ho riscontrato col tempo, una facilità nel riconoscere differenze di gusto, anche piccole, già dall’odore; piano piano ho appreso come si fa a riconoscere la qualità degli ingredienti già solo assaggiando un cucchiaino di gelato. Questo però è un impegno costante che deve partire prima da noi stessi: bisogna essere disposti a capire e cogliere tutte le sfumature presenti in questo straordinario prodotto, e ciò richiede pazienza e volontà di apprendere e rinnovarsi.

 

Marco Santarelli