Nutrimento ancestrale

Nutrimento ancestrale

[ALIMENTAZIONE] Se naturale, fresco e intero, il latte è l’alimento più equilibrato e completo a nostra disposizione

Nonostante quanto comunemente si è indotti a ritenere sulla scorta di studi recenti, che ne enfatizzano gli aspetti negativi, il latte – specie se naturale, fresco e intero – costituisce l’alimento “ancestrale” per eccellenza di tutti i mammiferi, primo tra tutti l’uomo, che è solito ricorrere per i propri bisogni alimentari al latte che più si avvicina per composizione a quello materno, ossia il latte vaccino (il consumo di quelli alternativi come il latte di asina, capra, pecora e bufala si aggira invece intorno al 10%).
Per composizione e caratteristiche organolettiche, il latte – composto da elementi facilmente separabili e lavorabili – si presta ad innumerevoli impieghi nell’industria alimentare, sia assoluto che nei suoi importanti derivati.
Costituito in prevalenza da glucidi, lipidi, vitamine lipo e idrosolubili, nonché da diversi sali minerali (potassio, fosforo, sodio), il latte ha infatti una composizione completa ed equilibrata, in grado di assicurare il necessario apporto energetico utile alla crescita e – in via secondaria, ma non trascurabile – a tutte le fasi della vita, dall’età adulta fino alla vecchiaia. Le sue proteine, infatti, associate ad uno zucchero di facile assimilazione come il galattosio, non impegnano particolarmente il fegato, che anzi può utilizzare altre componenti e liquidi per svolgere importanti operazioni biochimiche. In parte prive di scorie azotate, non risultano particolarmente stressanti nemmeno per i reni – la cui funzione viene invece potenziata dalle spiccate qualità diuretiche del latte – o per il pancreas, considerato che i suoi glicidi sono mediati tanto da proteine quanto da grassi che frenano il metabolismo degli zuccheri. In virtù dell’alta concentrazione di zuccheri, calcio e potassio, sostiene inoltre l’apparato cardiovascolare e il sistema muscolare, svolgendo anche un importante effetto sedativo sul sistema nervoso mediante l’alto contenuto di serotonina.
Ciò nonostante un numero sempre maggiore di persone al giorno d’oggi lamenta fastidi o intolleranze più o meno severe al latte e al lattosio, la cui origine, più che nell’alimento, andrà ricercata nella carenza dell’enzima impiegato nella sua digestione, che andrà dunque ricostituito una volta appurata l’origine di quella che a tutti gli effetti può considerarsi una patologia.
Per questo tipo di clienti, professionisti sempre aggiornati e altamente specializzati come Strawberry Fields mettono continuamente a punto nuove e variegate ricette, come le creme, che utilizzano prevalentemente proteine del siero del latte a contenuto di lattosio quasi nullo, e le classiche varianti gusto frutta del tutto prive di latte, che danno la possibilità a chi finora ne rimaneva escluso di poter finalmente godere di uno spuntino squisito e irrinunciabile come il gelato.

 

Rubrica a cura della dott.ssa
Jerilyn Tan Balonan
Medico chirurgo, nutrizionista
Via Alberico Crescitelli, 90 – Roma
tel 327.0916719