Il gelato nella dieta

Il gelato nella dieta

[ALIMENTAZIONE] Il gelato è un pasto intero poichè contiene tutti i principi nutrizionali sufficienti per il nostro corpo

Zuccheri, proteine, lipidi, sali minerali e vitamine (A, B-6 and B-12, C, D, K e E, tiamina, riboflavina, niacina, acido folico): il gelato a base di latte, crema o uovo prodotto artigianalmente può assicurarci tutte queste proprietà nutrizionali in una volta sola. Spesso temuto per le sue eccessive calorie, si rivela invece un alimento nutriente cui non si deve per forza rinunciare come spesso si pensa se si vuole mantenere la linea. Se compreso all’interno di una dieta dimagrante (e in assenza di particolari patologie come, ad esempio, il diabete mellito) il gelato può sostituire in modo soddisfacente il pranzo ed essere riassunto anche a merenda, purché si lascino trascorrere più di tre ore prima di cenare. Alimento assai gustoso e amato da adulti e bambini, costituisce pertanto un ottimo stimolo per la diuresi ed un efficace antidoto alla fame, rivelandosi un alleato particolarmente gradito e inaspettato nella lotta ai chili di troppo. Assolutamente indispensabile si rileva, tuttavia, una corretta associazione alimentare al fine di scongiurare la composizione di pasti eccessivamente sbilanciati, a lungo andare dannosi per il nostro organismo. La bassa quota proteica del gelato, infatti, deve esser adeguatamente compensata da una cena stimolante e drenante. Nel caso consigliato di una lombata di vitella ai ferri accompagnata da cavolfiori crudi e da un quarto d’ananas, ad esempio, le proteine della vitella compensano il pasto a maggioranza di zuccheri e grassi del gelato, mentre lo iodio del cavolfiore stimola la tiroide e l’ananas aumenta significativamente la diuresi, aiutando il corpo a smaltire gli azotati prodotti durante la giornata. Sono da evitare tassativamente, invece, le diete a base di “solo gelato” ed altre iniziative sbilanciate e controproducenti per l’organismo che, oltre a facilitare l’ingrassamento nel lungo termine, fanno anche accumulare prodotti metabolici dannosi come gli azotati, gli zuccheri ed i grassi, responsabili di alcune diffuse patologie (ad es. diabete, insufficienza renale, ecc.). Il gelato può essere anche consigliato per malattie specifiche tipo la tonsillite o essere provvidenziale per soggetti con problemi di deglutizione. Nel primo caso, ad esempio, l’infiammazione potrebbe essere significativamente alleviata dal processo di congestione – decongestione – ricongestione dovuto alla bassa temperatura del gelato che aiuta a portare via le tossine accumulate nelle tonsille infiammate e affette da flogosi. Nonostante ciò bisogna comunque essere cauti nel riportare la parte anatomica alla temperatura normale tramite il consumo di una bevanda tiepida. Il gelato consumato nelle ore pomeridiane, avrà infine una funzione nutritiva, lenitiva della mucosa e servirà ad impegnare i succhi acidi nell’intervallo fra pranzo e cena, periodo durante il quale il lume gastrico rimane vuoto. Il suo impiego nei soggetti che soffrono di ulcera gastrica è risultato infatti assai vantaggioso.

Per chi è intollerante al lattosio, o al glutine invece… appuntamento al prossimo articolo.

 

Rubrica a cura della dott.ssa Jerilyn Tan Balonan 

Medico chirurgo, nutrizionista

Via Alberico Crescitelli, 90 – Roma

tel 327.0916719