Gelato e diabete: davvero incompatibili?

Gelato e diabete: davvero incompatibili?

[ALIMENTAZIONE] Non necessariamente, e non in tutti i tipi di diabete, il gelato va eliminato dalla dieta

Quando si parla di glicemia – cioè del livello di zucchero nel nostro sangue – e dei diversi tipi di patologie legate ad essa, è necessario parlare dell’ormone insulina perché è essa che regola e tiene sotto controllo le oscillazioni glicemiche. L’insulina viene prodotta dalle cellule beta del pancreas.
Quando si ha un innalzamento glicemico, i motivi possono essere solo due: o non c’è abbastanza insulina (Diabete di Tipo 1), oppure le cellule target sono resistenti all’insulina (Diabete di Tipo 2). Nel 90% dei casi uno stato iperglicemico è dovuto al diabete Tipo 2, chiamata variante non dipendente dall’insulina, per distinguerlo dal Diabete Tipo 1 che riguarda invece una carenza delle cellule beta del pancreas nel produrre l’insulina. Per l’appunto, i soggetti Tipo 1 necessitano della somministrazione dell’insulina esogena per sopravvivere.
C’è poi la categoria pre-diabete, un livello glicemico che non supera i 126 mg/dl a digiuno, cioè la soglia limite per fare una diagnosi di diabete. Esistono anche altre categorie di diabete: diabete gestazionale (viene durante la gravidanza), il diabete iatrogeno (conseguente all’assunzione di vari farmaci, tra cui il più comune è il cortisone), e il diabete che viene da pregresse malattie legate al pancreas. In tutte le varianti la preoccupazione rimane unica: quale cibo devo evitare per non creare uno stato cronico di iperglicemia? E nello specifico che qui più ci riguarda: devo evitare il gelato?
Non necessariamente (anche se, ovviamente, occorre stare attenti al livello glicemico). Il gelato è composto per la maggior parte da zuccheri semplici, quindi a rapido assorbimento, che potrebbero creare un picco glicemico molto spiccato. Per questo motivo bisogna distinguere tra i diversi tipi di diabete e stati di insulino-resistenza.
Il gelato è molto meno problematico nei soggetti che assumono insulina esogena. Il motivo è perché il dosaggio dell’insulina potrà essere regolato in base al calcolo glicemico, quindi aumentato nel caso in cui un soggetto decidesse di prendere una coppetta di gelato.
Nei soggetti pre-diabetici e quelli insulino-resistenti, invece, dove spesso è consigliata la modificazione alimentare, cioè la riduzione dell’apporto glicemico (es. assumere meno carboidrati e zuccheri semplici), un gelato si potrà prendere con molta moderazione, badando, specialmente, alle associazioni alimentari del pasto serale per mantenere un livello glicemico notturno ottimale fino al risveglio.
In ogni caso sarebbe più consigliabile il gelato alla crema oppure il gelato al latte invece dei sorbetti alla frutta. Il gelato alla frutta realizzato senza latte (tecnicamente, appunto, chiamato “sorbetto”), contrariamente a ciò che si crede, contiene più zucchero del gelato al latte oppure alla crema, indispensabile al gelato per mantenere la sua consistenza e morbidezza (altrimenti diventerebbe un semighiacciolo). Oltre ad avere un indice glicemico più basso del sorbetto alla frutta, il gelato al latte o alla crema contiene lipidi e proteine, che rallentano l’assorbimento dello zucchero svolgendo quindi un’azione frenante favorevole al mantenimento di un livello glicemico fisiologico. Infatti la dieta tipica del diabetico consiste spesso di un primo e un secondo piuttosto che un semplice piatto di pasta, o patate, che fanno aumentare troppo velocemente la glicemia. Senza i grassi e le proteine, i carboidrati vengono subito assorbiti, fatto che nei soggetti diabetici si traduce in un picco glicemico troppo alto e, col passare del tempo, dannoso per l’organismo.
Ovviamente in tutti i casi di diabete è bene moderarsi nel consumo di gelato, così come occorre fare con un piatto di pasta o con la macedonia di frutta. Bisogna ricordare che gli zuccheri di per sé non creano la patologia, ma è la sbagliata associazione alimentare e gli eccessi alimentari che fanno sì che il livello glicemico subisca delle oscillazioni patologiche.

Oviamente, quanto appena detto, non può sostituirsi al parere del medico curante e rappresenta una fonte informativa generale sul rapporto tra glicemia e consumo di gelato.

 

Rubrica a cura della dott.ssa
Jerilyn Tan Balonan
Medico chirurgo, nutrizionista
Via Alberico Crescitelli, 90 – Roma
tel 327.0916719