Cocco fresco, cocco bello!!!

Cocco fresco, cocco bello!!!

[ALIMENTAZIONE] Calorie essenziali e colesterolo buono per uno tra gli alimenti più versatili ed utilizzati (e non solo nel Food)

Del cocco non si butta via niente, tanto per parafrasare il famoso proverbio conosciuto in tutta Europa e riguardante un animale, quello immondo per eccellenza. Infatti si può considerare come uno dei vegetali più utili del pianeta, dal momento che da una noce di cocco può venir fuori una casa, compresa di arredo, illuminazione e nutrimento per i suoi abitanti.
Non è un’esagerazione né un modo di dire, dal momento che il tronco fornisce legname, mentre con le foglie si ricoprono capanne e ci si fanno stuoie; con la parte esterna del frutto, dura, resistente e impermeabile, si producono vasellami; il seme, come si sa, serve per preparare l’olio di cocco. E poi ci dà il cosiddetto latte di cocco, la farina (il termine esatto è farina di copra), il burro, usato come commestibile e nella fabbricazione di saponi, la stearina per fare le candele e, infine, con i residui di lavorazione, ci dà anche il mangime per eventuali animali domestici.
Insomma è un vero e proprio “maiale” in versione vegetale, ma con una marcia in più, considerando le sue qualità benefiche per la salute, alcune riconosciute dalla medicina ufficiale, altre praticate dalla medicina popolare.
Il cocco è un alimento ricco di lipidi, potassio, zinco, sodio, fosforo, magnesio, ferro e vitamina B, specialmente B5. Un tempo temuto per il suo alto contenuto di grassi saturi, attualmente il cocco, sebbene effettivamente ricco di grassi saturi, è un alimento contenente soprattutto acido laurico, un acido grasso di catena media (12 catene) in grado di far alzare non soltanto il livello dell’LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”), ma anche quello dell’HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) contrastando gli effetti negativi dell’LDL. È infatti ormai noto che il rapporto HDL-LDL è più importante del livello stesso del colesterolo totale. Il gelato al cocco artigianale è fatto con la farina di cocco essiccata, che contiene più o meno le stesse proprietà citate sopra.
Una domanda molto comune tra i consumatori è: il gelato al cocco è più calorico di altri gelati?
Tecnicamente, se parliamo strettamente della quantità calorica, un gelato al cocco può anche essere un poco più calorico del gelato alla crema. Tuttavia bisogna esaminare meglio il significato delle calorie stesse. Per esempio, un cucchiaio di olio extravergine d’oliva contiene 120 calorie mentre un cucchiaio di burro ne ha solo 105. Non c’è dubbio però su quale dei due sia il più salutare. Allo stesso modo, il gelato alla crema, solitamente fatto con i tuorli dell’uovo, avrà una quantità un poco maggiore di colesterolo rispetto al gelato al cocco. In ogni caso, tornando al discorso delle calorie, ricordiamoci che stiamo comunque parlando di una differenza trascurabile, che riusciamo a bruciare già facendo a piedi la strada dalla macchina alla gelateria e tornando indietro.   Qualcosa di umano…
L’acqua di cocco è simile al plasma umano, sebbene presenti maggiori dosi di calcio e potassio. E’ scientificamente documentato, infatti, l’uso di essa come soluzione fisiologica somministrata in via endovenosa dai medici in alcune parti remote e inaccessibili delle isole pacifiche. Storie simili sono state raccontate dai soldati americani durante il combattimento nelle Filippine durante la seconda guerra mondiale. I Khmer Rossi della Cambogia hanno usato l’acqua di cocco durante il regime di Pol Pot per combattere la disidratazione, sempre come soluzione fisiologica endovenosa.
L’olio di cocco, oltre a essere analizzato e apprezzato per le sue proprietà nutrizionali, è ora utilizzato in alcune parti del mondo come biodiesel, cioè come forma alternativa di petrolio.

Rubrica a cura della dott.ssa
Jerilyn Tan Balonan
Medico chirurgo, nutrizionista
Via Alberico Crescitelli, 90 – Roma
tel 327.0916719